giovedì 2 giugno 2016

RUSSIAN SPY: OPERAZIONE BRUXELLES

RUSSIAN SPY: OPERAZIONE BRUXELLES




Aleksej è un giovane ufficiale di stanza presso l'Accademia militare di San Pietroburgo. Figlio unico di mamma russa e padre italiano. E' il capitano della squadra di hockey e la sua esistenza sembra procedere tranquilla e monotona come ogni giorno. Quello che ancora non sa è che la sua vita sta per cambiare velocemente. Diventerà la spia russa più ricercata del pianeta. Dovrà portare a termine la sua difficile missione tra Mosca, Roma e Bruxelles e superare tutti i pericoli che troverà sulla sua strada. Tra omicidi, tradimenti e colpi di scena riuscirà a tornare a casa ma solo per scoprire i segreti della sua "famiglia normale".

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Un estratto del romanzo

Shabo, shabo – gridò Aleksej, mentre uno stridere di pattini sul ghiaccio faceva da sottofondo. Un colpo di mazza violento e il disco nero colpì rapido il suo bersaglio. Bravi, continuate così, ancora più veloci - pattinare e colpire forte - questo è il vostro compito per oggi.
Aleksey possiamo fermarci un attimo, siamo esausti - replicò Nikita – completamente sudato sotto l'imbracatura da portiere di hockey. A guardarlo da lontano sembrava un marziano, con la maschera che gli copriva il viso ed i guantoni troppo grandi per reggere il bastone. Doveva difendere la porta dagli attacchi ripetuti dei compagni di squadra, ma la sua mente era altrove, distratto com'era dal gruppetto di splendide ragazze che lo osservavano da bordo pista.
"Ragazzi venite qui al centro della pista" ordinò urlando Aleksej "devo parlarvi". Tutti all'unisono si misero a pattinare velocemente e formarono un cerchio intorno al loro capitano. “Che sia chiaro per tutti, ci restano solo poche settimane per il torneo di hockey interforze e da quello che vedo non siamo ancora pronti. Se i miei metodi di allenamento non vi vanno bene allora lamentatevi con il Generale Golkorov, ma sapete già come andrà a finire. Quindi niente storie e riprendete a pattinare alla svelta. Tu, Nikita, a rapporto da me al termine dell’allenamento”.