giovedì 3 dicembre 2015

Nuova normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie


Nuova normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie


Dal 2016 verrà introdotta anche in Italia una nuova normativa europea che regolamenta la gestione delle crisi bancarie (Bank Recovery and Resolution Directive o BRRD).
La nuova normativa prevede che un’Autorità espressamente individuata (in Italia la Banca d’Italia) possa applicare, nei casi più gravi di crisi finanziaria di una banca e solo se necessario, uno strumento di risoluzione della crisi, ivi incluso il cosiddetto di “bail-in” (letteralmente, “salvataggio interno”). 
Si tratta, più in particolare, di uno strumento che consente, nei casi sopra citati, di ridurre il valore delle azioni della banca interessata e di alcuni crediti o la conversione di questi ultimi in azioni con la finalità di assorbire le perdite della banca (evitando, in pratica, la sua liquidazione). 
Nella logica del “bail-in”, chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le eventuali perdite o ne subisce la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse associate alla categoria più rischiosa, si passa alla categoria successiva (meno rischiosa della precedente). 
In base a questo principio, quindi, vengono dapprima  interessati dall’applicazione del “bail-in”, gli azionisti della banca  (mediante riduzione o azzeramento del valore delle loro azioni); successivamente, si interviene su altre categorie di creditori, via via meno “subordinati” e ciò sino a quando tutte le perdite della banca risultano essere state coperte. Rimangono comunque esclusi da tali interventi, tra gli altri, i depositi fino a 100.000 euro, che continuano ad essere protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, nonché le cosiddette “obbligazioni bancarie garantite”.