domenica 8 marzo 2015

Le varie forme di un racconto: FANTASTICO - ROSA -FAVOLA -FANTASY HORROR - FANTASCIENTIFICO - AVVENTURA - GIALLO - NOIR - COMICO



Le varie forme di un racconto: 

FANTASTICO - ROSA -FAVOLA -FANTASY HORROR - FANTASCIENTIFICO - AVVENTURA - GIALLO - NOIR - COMICO

COME SI SCRIVE... UN RACCONTO FANTASTICO

In un racconto fantastico la rappresentazione è più forte della realtà. Per questo motivo è ancora più importante attenersi a regole rigide di scrittura. Sobrietà ed economia lessicale, ad esempio. 

Non è tanto in gioco la credibilità della storia, quanto la capacità dell'autore di mostrare al lettore ciò che esiste solo nella sua testa. Le immagini narrative devono essere nitide per avere senso; gli spunti metaforici - la metafora è uno strumento molto usato nel racconto fantastico - devono essere implicitamente carichi di sviluppi. 

Nelle Lezioni americane Italo Calvino la chiama esattezza. 

È utile un disegno dell'opera ben definito che evochi immagini visuali nitide e incisive (icastiche) con un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione.

UN RACCONTO ROSA
Ragazza incontra ragazzo, o viceversa. 

Non è il tag di una chatline per cuori solitari, ma è' quello che succede in un racconto rosa. Senza questo accidente non si può scrivere una storia rosa. L'incontro non deve essere necessariamente uno scontro. 

Si deve costruire una trama intorno a questo che deve condurre a un lieto fine. Passionalità e romanticismo sono poi gli ingredienti che arricchiranno stile e situazioni della storia. Di solito la protagonista è una donna alla ricerca dell'uomo dei sogni. Ma la tendenza attuale è quella anche di raccontare storie d'amore dal punto di vista maschile. Purché ci siano due cuori disposti a mettersi in gioco e a lottare per il raggiungimento del proprio oggetto d'amore.

Per scrivere un buon racconto rosa è dunque importante inventare personaggi forti, indimenticabili a cui il lettore possa accostarsi senza troppa difficoltà. Un segreto è attingere materiale narrativo dalle grandi storie d'amore che hanno fatto sognare (e sperare) generazioni anche diverse tra loro. 

UNA FAVOLA 
La differenza tra una fiaba e una favola è grosso modo questa: la prima racconta di avvenimenti e personaggi fantastici, l'altra di animali antropomorfizzati o esseri inanimati.

Se vi piace scrivere storie per ragazzi tenete a mente che la storia di solito si svolge in modo quasi sempre lineare in un luogo indefinito; i fatti narrati sono impossibili; il bene e il male sono nettamente divisi e c'è sempre un lieto fine (o una morale) che evoca situazioni che aiutano il giovane lettore a superare le difficoltà della crescita, dimostrandogli che è possibile affrontare le proprie paure. 

Usate formule standard di apertura e chiusura per immergere i lettori nel tempo senza tempo della fantasia, dilatate l'idea dello spazio e aumentate l'attesa con l'uso di ripetizioni e triplicazioni di parole come “cammina, cammina, cammina” o di episodi. 

Improvvisi riferimenti alla vita reale, interiezioni dei tipi più disparati, giochi di parole e vocaboli arcaici vi aiuteranno, inoltre, a intessere con il lettore/ascoltatore un rapporto il più stretto possibile, per catturare la sua attenzione e suscitare la sua meraviglia. In poche parole, per farlo sognare.


UN RACCONTO FANTASY – HORROR – FANTASCIENTIFICO
Sono tre generi che si contaminano tra loro e raccolgono l'eredità moderna della fiaba. 

Quando scrivete un racconto fantasy o fantasy-horror o di fantascienza, vi rivolgete soprattutto (ma non soltanto ovviamente) al mondo dei giovani adulti che spesso non corrisponde alla visione stereotipata veicolata dai media.
Nel fantasy l'ambientazione è quasi sempre il medioevo fantastico. 

C'è un eroe e un antieroe (divinità o mostri primigeni), personaggi secondari aiutanti e antagonisti (maghi, elfi, guerrieri, troll, orchi, ecc.), e un'impresa da portare a termine. Le vicende raccontate sono credibili, e i personaggi vividi e reali, con una psiche ben definita. 

Questa è solo una delle numerose strade percorribili del genere fantasy. Una bussola per cercare di non perdervi in questa foresta immensa: andate a dare un'occhiata a “Sanctuary”, un'antologia di racconti made in Italy a tema.

Per il racconto di fantascienza non avete a disposizione solo astronavi e battaglie intergalattiche. La fantascienza è un vastissimo continente di storie. Pensate soltanto a quanto materiale vi offre la genetica, la realtà virtuale o soltanto l'immaginarsi una storia alternativa a quella accaduta.

Idem per i racconti fantasy-horror o dark-fantasy. Per raccontare una storia che abbia il mistero, in tutte le sue sfaccettature, come filo conduttore basta cercarla nelle paure dell'infanzia e nelle ossessioni che avete intorno. 


UN RACCONTO D’AVVENTURA
Il racconto di avventura è nato per narrare viaggi in luoghi non convenzionali o immaginari. L’ingrediente da cui partire è la diversità. 

L’eroe si trova in un posto che non conosce, magari popolato da gente con usanze e lingua ignote: per cominciare deve appropriarsi delle regole e dei meccanismi di quel mondo, per capirlo e sapersi muovere al suo interno. 

Poi bisogna dare il via al racconto. E allora il nostro eroe deve avere una missione, un motivo per cui si trova lì: qualcosa da cercare o qualcuno da salvare. 

Infine dati antagonista (il mondo da interpretare e domare) e obiettivo; il coraggio, l'ingegno e la capacità di cavarsela, diventano l’ultimo ingrediente, quello che farà esplodere la narrazione e permetterà all’eroe di tornare a casa.


UN RACCONTO NOIR
Se c'è una regola da seguire è questa: pianificare prima dove ambientare il noir. Sarà quella la scelta che caratterizzerà tutta la storia, diventando il tessuto connettivo in cui far muovere e interagire personaggi e situazioni. 

Lo scrittore di noir conosce sempre la destinazione prima di partire. Solo in questa maniera può muovere le fila di una storia in cui i personaggi danzano nel buio. L'aspetto narrativo più affascinante del noir è questo confine liminale tra male/bene/buono/cattivo. 

Quello che sembra cattivo, è buono: il detective disperato che lavora perché il bene trionfi. 

Quello che sembra buono è cattivo: la donna opportunista che sfrutta il suo fascino per irretire chiunque. 

Compreso l'eroe buono che per questo assomiglia più alla figura di un perdente che a quella del supereroe invincibile. Un dettaglio che lo rende umano e che svela il segreto del suo successo.


UN RACCONTO GIALLO
Scrivere un racconto giallo è un po’ come fare una strada all’indietro. Più che in tutti gli altri generi, trama e intreccio devono essere ben chiari nella testa dell’autore. 

Dobbiamo vedere nel minimo dettaglio la scena del delitto, il delitto, il movente, le vite della futura vittima, del futuro assassino e di tutti i sospetti prima del delitto. 

Solo andando a ritroso potremo costruire il percorso che vogliamo che il lettore percorra, disseminandolo di piste e trabocchetti per far crescere la suspance. 

Scrivere un giallo è andare all’indietro per costruire tutte le strade che mi serviranno per condurre in avanti il lettore.


UN RACCONTO UMORISTICO


Il comico è un genere letterario meticcio. 

È una forma di narrazione che restringe la distanza narratore/lettore, rendendoli complici o nemici per sempre. La risata funziona se arriva quando non te l'aspetti. In un racconto l'ironia è una medicina da versare con il contagocce: non deve essere sovradosata. 

Altrimenti, ci si trova di fronte a effetti collaterali piuttosto fastidiosi, tipo la noia. L'ironia richiede un ritmo narrativo rapido, una stilettata breve e inaspettata, come un fulmine a ciel sereno. 

Se c'è un mondo dove l'ironia la fa da maestra è la vita. Fate buon uso delle vostre piccole tragedie quotidiane: se saprete ridere di voi stessi un giorno vi torneranno utili e saranno una premessa preziosa e indispensabile per far ridere gli altri.