lunedì 22 aprile 2013

Le Pensioni e il fattore "Speranza di Vita"

Il fattore "Speranza di vita"
 
Dal 2010 il nostro ordinamento pensionistico prevede l’aggancio automatico dei requisiti anagrafici necessari per andare in pensione alle speranze di vita, per garantire ’equilibrio nel lungo periodo delle gestioni previdenziali.
 
La logica del sistema è che, quando la vita media migliora, la permanenza al lavoro deve essere più lunga, in modo che la maggiore durata della vita media non si traduca in un maggior costo per il sistema previdenziale.
 
L’innalzamento dei requisiti dovrebbe verificarsi in maniera automatica, ogni volta che le speranze di vita, rilevate periodicamente dall’Istat, aumentano.
 
Il sistema è stato introdotto dalla legge 122/2010, che ne ha sancito l’applicazione generalizzata a tutti i tipi di pensione.
 
Inizialmente questo sistema avrebbe dovuto cominciare ad applicarsi dal 2015, ma dopo le manovre di questa estate la data è stata anticipata al 1° gennaio del 2013.
 
La riforma ha lasciato inalterata questa data, ma gli adeguamenti diventeranno biennali dal 2019 (in precedenza era prevista la cadenza triennale).
 
Alla data della prima scadenza (1°gennaio 2013), la legge prevede una crescita forfetaria dei requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata di tre mesi.