martedì 15 febbraio 2011

L'esercizio delle Funzioni Catastali da parte dei Comuni


Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 giugno 2007

Con questo decreto, emanato ai sensi dell'articolo 1, comma 197, della L. 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), sono state individuate le modalità, i requisiti e gli elementi utili per l'esercizio delle funzioni catastali da parte dei comuni in forma diretta, singola o associata, ovvero per il convenzionamento con l'Agenzia del territorio, ed i criteri di ripartizione, tra i singoli comuni appartenenti a ciascuna provincia, dei beni mobili e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie allo svolgimento delle funzioni assunte, nell'ambito di quelle conferite dal decreto legislativo n. 112, in materia di catasto, come modificate dalla stessa legge n. 296/2006, "anche allo scopo di realizzare un effettivo e totale censimento dei beni immobili ed un completo recupero dei dati catastali ed integrazione della relativa banca dati".

In base al D.P.C.M. i comuni provvedono alla gestione di tutte o parte delle funzioni catastali assegnate dalla legge attraverso diverse modalità:

- gestione diretta autonoma;
- gestione diretta attraverso unione di comuni o altre forme associative;
- gestione diretta da parte della comunità montana di appartenenza;
- gestione affidata all'Agenzia del territorio.

La scelta della modalità gestionale ritenuta più adeguata allo specifico contesto di competenza deve essere effettuata dai comuni valutando le proprie politiche di servizio ai cittadini ed alle imprese, le politiche di gestione del complesso delle funzioni comunali, lo stato della propria organizzazione interna e dell'infrastrutturazione informatica e telematica, nonché la dotazione tecnologica e telematica sviluppata sul territorio nell'ambito dei piani di e-government.

I comuni, in funzione della propria capacità organizzativa e tecnica, assumono la gestione diretta e completa, in forma singola, associata o attraverso la comunità montana di appartenenza, di una delle seguenti opzioni:

a) opzione di primo livello, che comporta:
- consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale e servizi di visura catastale;
- certificazione degli atti catastali conservati nella banca dati informatizzata;
- aggiornamento della banca dati del catasto mediante trattazione delle richieste di variazione delle intestazioni e delle richieste di correzione dei dati amministrativi, comprese quelle inerenti la toponomastica;
- riscossioni erariali per i servizi catastali.

b) opzione di secondo livello, che comporta, oltre alle funzioni di cui alla lettera a):
- verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento del catasto fabbricati;
- confronto, con gli atti di pertinenza del comune, delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento e segnalazione degli esiti all'A-genzia del territorio per la definizione dell'aggiornamento del cata-sto fabbricati;
- verifica formale e accettazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento geometrico del catasto terreni;
- verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni di variazione colturale del catasto terreni.

c) opzione di terzo livello, che comporta, oltre alle funzioni di cui alla lettera a):
- verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento del catasto fabbricati;
- verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni tecniche di aggiornamento geometrico del catasto terreni;
- verifica formale, accettazione e registrazione delle dichiarazioni di variazione colturale del catasto terreni;
- definizione dell'aggiornamento della banca dati catastale, sulla base delle proposte di parte, ovvero sulla base di adempimenti d'ufficio.

Il D.P.C.M. ha anche fissato le modalità e i criteri per l'assegnazione di risorse da assegnare ai comuni e la loro correlazione con le funzioni assunte, che sono stati successivamente rinnovati e riformulati con D.P.C.M. 27 marzo 2008.

Sulla base del combinato disposto delle disposizioni normative citate si può dunque affermare che il sistema catastale unitario nazionale attribuisce:

• allo Stato, (e quindi all’Agenzia del territorio), a monte, le funzioni di riforma, di definizione metodologica e procedurale; a valle, quelle di controllo della qualità delle informazioni e dei processi di aggiornamento degli atti, nonché di coordinamento delle funzioni dello Stato e dei comuni; allo Stato compete inoltre la gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi di aggiornamento, oltre alle funzioni connesse al ruolo di ente cartografico:

• ai comuni spettano le funzioni di aggiornamento ed utilizzazione degli atti e dei dati catastali, nonché di parte-cipazione al processo di determinazione degli estimi catastali.

Il successivo D.P.C.M. 27 marzo 2008 ha definito una ripartizione del personale dell'Agenzia a livello provinciale, per quanto riguarda le sole funzioni catastali per i tre diversi livelli di opzioni previsti dal precedente provvedimento, il che ha peraltro sollevato preoccupazione e perplessità da parte delle organizzazioni sindacali per le problematiche inerenti al trasferimento di personale.