mercoledì 2 febbraio 2011

Le tasse più assurde in Italia

Dalla tassa sui gradini e ballatoi a quella sull'ombra che invade il suolo pubblico, fino alle tasse macabre su tumuli e lumini.

«È ora di affrontare il nodo delle paleo-tasse che sopravvivono alla loro stessa assurdità», ha detto il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, presentando a Roma «Balzelli d'Italia: le 100 trappole per imprese e famiglie».

Una pletora di imposte che non risparmia quasi nulla: dalla tassa sull'Abissinia, a quella sulla benzina, ma anche casi più assurdi come la tassa sulla raccolta dei funghi, sulle suppliche, alla gabella sugli sposi per celebrare matrimoni nei comuni.

«Siamo il terzo paese Ocse per imposizioni fiscale, ma continuando di questo passo diventeremo presto il primo» ha aggiunto Venturi, che chiede al governo di ridurre la pressione fiscale «dal 43,5% al 39,5% nell'arco di quattro anni».

Sulle Pmi una zavorra di ben 694 adempimenti

Chiaro anche il giudizio sul federalismo: «Con l'adozione della tassa di soggiorno e un'Iva per il turismo in vigore più alta dei nostri concorrenti è come dire ai turisti italiani e stranieri: statevene a casa vostra».

Venturi punta il dito soprattutto sull'invasiva e opprimente burocrazia fiscale.

Un vero e proprio stillicidio di adempimenti che per il 2011 si traduce «in 694 scadenze con costi aggiuntivi per le pmi e un tempo sottratto alla gestione d'impresa pari a ben 285 ore lavoro.
Ben 60 in più della media europea».

Le altre tasse "surreali"

Scorrendo ancora tra le pieghe dello studio, spicca tra l'altro l'esistenza della tassa sull'esposizione della bandiera tricolore e le imposte cosiddette "spietate".

Vale a dire, le tasse che «magari all'insaputa del legislatore, colpiscono chi è già in difficoltà», come disoccupati, invalidi, studenti fuorisede, famiglie numerose e sfrattati.

Ci sono poi le imposte "burocratiche", cioè prelievi che riguardano funzioni pubbliche, già finanziate per altra via con la fiscalità generale, che vengono imposte a chiunque voglia adire a tali servizi, dalla giustizia al catasto. Per arrivare poi al fisco "lunare": ogni anno in Italia si deve fare i conti con 62.500 norme tributarie.

Una curiosità, infine: a non essere risparmiate dalle imposte sono anche le invenzioni. Ogni brevetto per invenzione industriale infatti è soggetto a tre tasse diverse: per la domanda, per il mantenimento in vigore del brevetto, per la pubblicazione a stampa della descrizione e dei disegni.

Insomma: in Italia pure Archimede Pitagorico non avrebbe vita facile!