martedì 15 febbraio 2011

Il trasferimento delle funzioni catastali nelle regioni autonome


Il trasferimento delle funzioni catastali nelle regioni autonome.

All'esigenza di non compromettere l'unitarietà del sistema catastale nazionale (ai fini, tra l'altro, della fruibilità dei dati da parte di diverse amministrazioni) sono connesse alcune problematiche sollevate dall'emanazione di specifiche normative in alcune regioni a statuto speciale.

In particolare in Valle d’Aosta e Friuli - Venezia Giulia il trasferimento delle funzioni catastali è stato avviato da due decreti legislativi e proseguito, nel caso della Valle d’Aosta, con l’emanazione di una legge regionale.

In Friuli - Venezia Giulia, con il decreto legislativo 28 gen-naio 2008, n. 29, sono state emanate le norme di attuazione dello statuto speciale della regione in materia di catasto e libro fondiario.

In Valle d’Aosta, con il decreto legislativo 3 agosto 2007, n. 142, la Regione è stata delegata a stabilire, in conformità ai criteri fissati dallo Stato e comunque in armonia con i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, le tipologie e gli importi dei tributi speciali catastali, nonché a provvedere alla loro riscossione. In materia è stata successivamente emanata la legge regionale 18 aprile 2008, n. 19.

Al riguardo la Ragioneria Generale dello Stato ha espresso il parere che tale nuovo assetto della Regione Valle d’Aosta, prefigurando maggiori oneri per la finanza pubblica, non sarebbe in linea con il principio generale dell’invarianza della spesa nel conferimento di funzioni amministrative.

Da parte sua l'Agenzia del territorio ritiene che i decreti legislativi sopra citati compromettano, di fatto, l’unitarietà del sistema catastale nazionale, punto centrale su cui è fondata la gestione integrata del sistema catastale e indispensabile per garantire la “perequazione tributaria”.