martedì 15 febbraio 2011

Il decentramento della gestione catastale


Il decentramento della gestione catastale: il D.lgs. 31 mar-zo 1998, n. 112

La disciplina del decentramento delle funzioni in materia catastale dello Stato agli enti locali è caratterizzata da una serie di leggi e decreti che si sono susseguiti nel tempo e che ne hanno scandito le linee guida e le modalità operative.

La norma legislativa cardine è la legge delega n. 59 del 15 marzo 1997 (c.d. legge Bassanini) che attribuisce al Governo il riordino delle funzioni e dei compiti attribuiti alle Regioni e agli enti locali, in attuazione della quale è stato emanato il decreto legi-slativo n. 112 del 31 marzo 1998. Esso ha elencato, tra le altre, le funzioni mantenute dallo Stato in materia di catasto (art. 65), esercitate anche attraverso l’istituzione di un organismo tecnico (art. 67), nonché quelle da trasferire agli enti locali a partire dal 2001 (art. 66).

Il citato D.lgs. n. 112 del 1998, come modificato dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), configura un sistema integrato “Stato - comuni” per la gestione del-le funzioni catastali attribuendo:

• allo Stato:
- la definizione delle metodologie;
- parte della gestione operativa, compresa la gestione uni-taria e certificata della banca dati;
- il controllo ed il coordinamento del sistema complessivo;

• ai comuni:
- parte della gestione operativa (esercitata direttamente - in forma singola o associata - ovvero mediante convenzione con l’Agenzia del territorio, per tutte o parte delle funzioni);
- la partecipazione alla determinazione degli estimi cata-stali.

I dati catastali (relativi agli oggetti) e quelli di pubblicità immobiliare (relativi ai soggetti e di competenza dell’Agenzia) costituiscono l’anagrafe immobiliare integrata.

L'articolo 1, commi da 194 a 200, della citata legge finanziaria 2007 ha modificato alcune norme del decreto legislativo n. 112 del 1998 chiarendo la ripartizione di competenze tra Stato ed enti locali per le funzioni relative agli atti catastali.

E’ stata in particolare confermata l’attribuzione ai comuni delle funzioni di conservazione, utilizzazione e aggiornamento degli atti catastali, cioè la possibilità di utilizzare le banche dati catastali, mentre, per quanto riguarda la revisione degli estimi e del classamento, in precedenza attribuita ai comuni, la nuova formulazione ha chiarito che i comuni partecipano al solo processo di determinazione degli estimi, eliminando il riferimento alle funzioni relative al classamento. Tali funzioni catastali possono essere esercitate dai comuni anche in forma associata, o attraverso le comunità montane.

La stessa legge ha poi previsto che i comuni - a decorrere dal 1° novembre 2007 - esercitino direttamente le funzioni catastali ad essi attribuite dall’articolo 66 del decreto legislativo n. 112 del 1998, escludendo la possibilità di esercitare le funzioni catastali affidandole a società private, pubbliche o miste pubblico-private, al fine di evitare maggiori oneri per la finanza pubblica.

Ai comuni è stata altresì attribuita la facoltà di stipulare convenzioni non onerose con l’Agenzia del territorio, per l’esercizio di tutte o di parte delle funzioni catastali ad essi attribuite, specificando che queste convenzioni hanno durata decennale e sono tacitamente rinnovabili.

La stipula di tali convenzioni è possibile con la sola Agenzia del territorio.

Per ottemperare a questo contesto legislativo è stata istituita la "cabina di regia", composta dal Ministero degli affari regionali ed autonomie locali, dall'ANCI e dall'Agenzia del territorio.

Il 4 giugno 2007 è stato stipulato un Protocollo d'intesa tra l'Agenzia e l'ANCI e, subito dopo (il 14 giugno) è stato emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevede il passaggio definitivo delle funzioni catastali ai comuni a partire dal 1° novembre 2007 e che costituisce l'ultima tappa normativa importante per il processo di decentramento indicato dal legislatore del 1998.