martedì 9 novembre 2010

Sull'acquisto del garage prelievo al 10 per cento


Anche il pagamento relativo all'acquisto di un box pertinenziale dalla società che lo ha realizzato è soggetto alla nuova ritenuta del 10% introdotta dall'articolo 25 del Dl 78/2010, qualora l'acquirente intenda fruire della detrazione Irpef del 36 per cento.

È questa la conclusione a cui si giunge coordinando la disciplina della nuova ritenuta con i chiarimenti diffusi in passato sul bonus del 36%, anche se la ratio per cui è stato introdotto il nuovo adempimento non sembra pienamente compatibile con la fattispecie.

L'articolo 1, comma 1, della legge 449/1997 riconosce la detrazione d'imposta del 36% anche sulle spese sostenute per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali. Sono ammessi a beneficiare dell'agevolazione (come riconosciuto dalla circolare 95/2000) anche gli acquirenti di box e posti auto pertinenziali già realizzati, come pure i soci di cooperative edilizia di abitazione che risultano assegnatari di queste unità immobiliari (risoluzione 282/E/2008).

Il tutto è confermato anche dalla Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie pubblicata dall'agenzia nel 2008, dove viene precisato che – in questa particolare ipotesi di acquisizione del diritto alla detrazione – il modello di comunicazione al centro operativo delle Entrate (via Rio Sparto 21, 65129 Pescara) può essere inviato anche successivamente all'inizio dei lavori, purché entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta in cui si fruisce per la prima volta della detrazione.

Per i pagamenti effettuati con bonifico a decorrere dal 1° luglio scorso e finalizzati all'ottenimento delle detrazioni del 36% e del 55% la banca del beneficiario (o Poste italiane) è tenuta a effettuare la ritenuta del 10% prevista dall'articolo 25 della manovra estiva.

Di conseguenza, non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che anche i versamenti degli importi che costituiscono il prezzo di acquisto del box pertinenziale agevolato debbano seguire il medesimo iter. Obbligatoriamente, infatti, per fruire del bonus essi devono avvenire tramite bonifico (circolare 24/E/04), per cui la società immobiliare o la cooperativa edilizia si vedrà accreditare l'importo al netto della ritenuta.

Peraltro (circolare 40/E/2010), la ritenuta verrà applicata scorporando dall'importo del bonifico un ammontare presunto di Iva pari al 20%, anche se – nel caso di box pertinenziali – molto spesso si tratterà di importi fatturati al 4 per cento.

Ciò che appare strano in questa procedura sono altri aspetti, legati alla particolarità della fattispecie. Particolarità che potrebbero mettere in discussione la coerenza dell'applicazione della ritenuta con la ratio per cui essa è stata introdotta. In primo luogo, il pagamento è riconducibile a un rogito notarile o ad un preliminare registrato (circolare 55/E/2001 e risoluzione 38/E/2008), per cui appare relativamente improbabile la mancata fatturazione.

In secondo luogo, contrariamente al solito, l'importo per cui il contribuente beneficia del 36% non è dato dal pagamento, ma dall'ammontare (inferiore) delle spese di costruzione del box, sempre che le stesse risultino comprovate da specifica attestazione rilasciata dal venditore (circolare 57/E/1998).

Il sacrificio finanziario a carico del venditore, pertanto, è commisurato a un importo molto maggiore di quello su cui si calcola l'agevolazione fruita dall'acquirente. Si pensi al caso di un box venduto per 10mila euro più Iva al 4%, per un corrispettivo di 10.400 euro.

A fronte di un costo di costruzione attestato di 6.500 euro, l'acquirente avrà una detrazione di 2.340 euro, mentre il venditore subirà una ritenuta di 867 euro. Queste peculiarità avrebbero potuto giustificare l'esclusione di questi pagamenti dalla ritenuta, ma in mancanza di una esplicita disposizione la ritenuta va applicata.

FONTE: IL SOLE 24 ORE