giovedì 21 ottobre 2010

Boom di mutui in Italia nel 2010


I mutui concessi in Italia per comprare casa sono cresciuti ad agosto del 9% rispetto a un anno prima, facendo del Belpaese il mercato più vivace di tutta Europa.

I crediti complessivi al settore privato sono aumentati a settembre del 4,1%, massimo dal gennaio 2009.

Anche i finanziamenti a breve scadenza sono tornati a crescere: e questo non accadeva dal giugno 2009. Per chi crede che una rondine porti la primavera, l'ultimo rapporto mensile dell'Abi sul sistema bancario italiano di rondini ne offre ben tre. Tre indicatori sembrano infatti mostrare un timido ritorno alla normalità del sistema bancario e dunque dell'economia italiana.

Se questo basti per azzardare un po' di ottimismo è però difficile a dirsi. Da un lato perché i bilanci bancari sono ancora zavorrati da 71 miliardi di crediti in sofferenza (in crescita del 37,5% in un anno), dall'altro perché l'economia mondiale sta frenando e l'euro sta salendo.

Insomma: la situazione potrebbe peggiorare in futuro.

Ma questo lo sapremo solo nei prossimi mesi. Per ora non resta che osservare le rondini mostrate nell'ultimo rapporto mensile dell'Abi, pubblicato ieri. E incrociare le dita.

Partiamo dai dati.
Il primo indicatore che lascia ben sperare per lo stato di salute dell'economia italiana è quello dei mutui. A fine agosto 2010 il totale di finanziamenti concessi dalle banche alle famiglie per comprare casa è salito a 345 miliardi di euro: con una crescita del 9%, siamo tornati ai livelli di tre anni prima.

Ebbene sì: i mutui-casa sono tornati al 2007, ai livelli pre-crisi.
Il motivo principale va cercato nel fatto che il mercato immobiliare italiano non ha subìto la grave crisi vista all'estero, per cui le compravendite di case sono aumentate (+2,3% nel secondo trimestre 2010).

E questo, unito al fatto che i tassi dei mutui sono bassi (dal 3,24% medio di agosto 2009 al 2,65%), ha fatto ripartire il mercato. Questa è senza dubbio una buona notizia per l'economia. Per l'Italia.

L'altra buona notizia è che stanno tornando a rivitalizzarsi anche i crediti alle imprese. Ad agosto 2010 i finanziamenti alle aziende sono complessivamente calati dello 0,7%: dato ancora negativo, ma in netto miglioramento rispetto al -1,5% di luglio. Ma è il credito alle piccole aziende a registrare il vero rimbalzo: in questo caso i finanziamenti hanno infatti segnato un tasso di crescita dello 0,5%.

Dato che le Pmi sono più dipendenti dal credito bancario rispetto alle grandi imprese, il fatto che abbiano aumentato la richiesta di credito è dunque un buon segnale per l'economia. Timido, certo. Che dovrà trovare conferme in futuro, ovvio. Ma di rondine si tratta. Anche perché complessivamente il credito al settore privato (questo dato è aggiornato a settembre 2010) è cresciuto del 4,1%.

Cifra considerevole, se si pensa che una crescita così non si registrava dal gennaio 2009. Questo significa che rispetto al settembre 2009 le banche hanno erogato quasi 64 miliardi di euro in più.

Ma questo non significa che l'economia italiana, e soprattutto il sistema bancario, sia fuori dal guado della crisi. Per almeno due motivi.

Il primo è legato alle sofferenze (cioè ai crediti di difficile recupero) nei bilanci bancari: quelle lorde sono aumentate di circa 1,1 miliardi in un mese e di 19,4 miliardi in un anno, arrivando a 71,2 miliardi. In rapporto al totale degli impieghi, i crediti deteriorati sono il 4%: tanto, se si pensa che erano al 2,9% un anno fa. Questo porta le sofferenze nette (cioè dopo le svalutazioni in bilancio) a 41 miliardi: 12 miliardi in più rispetto a un anno fa.

C'è poi un discorso più generale: quello dell'economia globale. Con l'euro che si continua a rafforzare sul dollaro, per effetto della guerra delle valute, e con la Banca centrale europea che continua a drenare liquidità, il rischio è che la timida crescita economica europea (e italiana) venga azzoppata sul nascere.

FONTE: IL SOLE 24 ORE