giovedì 26 agosto 2010

Caro vita: maggiori controlli sulle carte bancomat e prepagate


Due anni dallo scoppio della crisi hanno inevitabilmente lasciato il segno nelle abitudini dei consumatori, anche nell'atteggiamento verso il denaro.

Uno studio effettuato da Visa Europe nel vecchio continente dimostra che le famiglie sono diventate più sensibili al controllo delle spese. In particolare in Italia, dove il 70% dei consumatori delle persone intervistate ha dichiarato di aver accentuato negli ultimi mesi il monitoraggio dei propri pagamenti.

Dopo la fase più acuta della crisi gli indicatori si stanno riavvicinando alla norma, ma il rientro è faticoso. Prova ne sia che quasi una persona su due (il 45%) preferisce pagare qualsiasi acquisto in contanti per avere maggior controllo delle spese: non siamo tornati ai livelli del 2002, quando la percentuale era del 59%, ma si tratta comunque di un passo indietro rispetto ai livelli pre-crisi, quando gli affezionati del cash ad ogni costo erano scesi al 28%.

Il dato, di per sé, non sarebbe sorprendente, anche perché in Italia il contante è stato ed è ancora lo strumento di pagamento predominante e la diffidenza verso le carte di credito è ben nota.

Il fenomeno potrebbe tuttavia rappresentare per certi versi una potenziale minaccia di regressione verso strumenti di pagamento obsoleti e, sotto un'ottica differente, un'opportunità per gli attori che volessero innovare ulteriormente in questo settore introducendo nuovi prodotti e soluzioni di pagamento che abbiano caratteristiche simili ai contanti o ne possano migliorare le prestazioni.

A guardare bene fra le risposte al sondaggio, la situazione italiana presenta caratteri particolari: se è vero che i consumatori preferiscono il cash, i dati ufficiali parlano anche di un incremento delle transazioni effettuate con carte di debito, ovvero gli strumenti elettronici (tipo bancomat, oppure carte prepagate) che permettono di prelevare contanti ed effettuare acquisti con addebito immediato sul conto corrente (anziché il mese successivo, come per le classiche carte di credito).

«In realtà la gente è sempre più incline non all'uso dei contanti, ma al concetto stesso del contante», osserva Jonathan Valentine, Senior Vice President di Visa Europe, che così spiega anche il boom delle carte di debito, segmento in cui Visa ha registrato in Italia una crescita dell'utilizzo dell'8% nei primi 3 mesi del 2010.

«Questi strumenti – aggiunge Valentine – sono diventati il "nuovo" contante e i consumatori li percepiscono come intercambiabili con il cash stesso, del quale condividono molte caratteristiche, utilizzandoli spesso per acquistare cibo, fare rifornimento di carburante e pagare bollette: spese da affrontare indipendentemente dal ciclo economico».

Il futuro della moneta elettronica, secondo gli operatori, sembra dunque passare attraverso questi strumenti, carte prepagate e contactless soprattutto, che rappresentano un'alternativa all'utilizzo del contante per gli acquisti quotidiani di piccolo importo.

«Occorre pensare a proposte che si basino su due elementi: da un lato la sicurezza, dall'altro il controllo sull'utilizzo della carta», sottolinea Valentine.

L'obiettivo finale è limitare il ricorso al denaro fisico, il cui costo annuo di gestione è incredibilmente elevato: circa 10 miliardi di euro l'anno a livello europeo. In pratica il 2-3% del Pil dei 27 paesi dell'Unione.


FONTE: IL SOLE 24 ORE