martedì 20 luglio 2010

Compensi dei promotori Finanziari in calo: colpa della crisi?


Questa lunga crisi dei mercati finanziari si è fatta sentire sui redditi dei promotori.

Lo rivela un'indagine, condotta dal portale Professione Finanza.com, nella settimana tra il 22 e il 30 giugno alla quale hanno risposto 867 promotori.

La stragrande maggioranza degli intervistati denuncia un calo dei compensi che l'attività di promozione finanziaria ha portato in questi due ultimi anni caratterizzati dalla crisi.

Nell'indagine si è voluto individuare se l'eventuale aumento o diminuzioni riscontrato nelle remunerazioni fosse dovuto ad un analogo andamento riscontrato nelle front fee (provvigioni di ingresso), grazie all'acquisizione di nuove masse gestite o nelle management fee (provvidigioni di gestione) dovute all'aumento o alla riallocazione delle masse in gestione).

«Gli intervistati che hanno indicato remunerazioni in diminuzione in questi ultimi due anni – precisa Jonathan Figoli, responsabile del l'ufficio studi di ProfessioneFinanza.com - si sono divisi fra coloro (29,61%) che attribuiscono il calo principalmente alle front fee (dato interpretabile come una diminuzione di nuove sottoscrizioni avvenute) e coloro (25,14%) che ne attribuiscono la diminuzione riscontrata principalmente alle management fee.

Quest'ultimo dato è indicativo del fatto che la crisi finanziaria, e il conseguente calo dei mercati, abbia interessato principalmente quella parte di portafoglio che riconosceva remunerazioni di management più elevate».

Naturalmente la minor componente di front fee o di management fee dipende dalle società di appartenenza (per i dettagli si veda l'approfondimento sul sito).

Quanto alle front fee in tutti gli intermediari la media del l'andamento è stato ampiamente negativo con un calo pari al 9,1%. L'analisi sull'andamento delle management fee rivela, a differenza che per le front fee, dati molto più variegati: un 12,7% degli intervistati dichiara una sostanziale stabilità delle remunerazioni derivanti da management fee, un 18,5% ne riscontra un aumento superiore al 25% e il 27,6% una diminuzione superiore al 20%.

Queste indicazioni portando ad un dato medio di mercato che denota una diminuzione degli introiti da management fee del 1,5%. Insomma, calo molto contenuto.

Ma per chi sono scesi di più i compensi?
«Direi che il portafoglio aiuta e il ruolo manageriale ancor di più – aggiunge Figoli –.

È questa la conclusione a cui si arriva analizzando l'andamento delle remunerazioni in base al portafoglio in gestione».

Il 53,8% dei promotori con masse in gestione inferiori ai 10 milioni di euro denuncia remunerazioni complessive in calo, il dato cala al 45,1% se il portafoglio in gestione supera i 20 milioni.

Contestualmente aumenta la percentuale di risposte di coloro che possono vantare un aumento dei propri fatturati che passano dal 24,3% dei promotori con meno di 10 milioni (gap rispetto alle dichiarazioni di calo del 29,5%) al 31,7% di coloro che gestiscono somme superiori ai 20 milioni di euro (gap ridotto al 13,4%).

Passando ai ruoli manageriali si nota come riscontrino cali di remunerazione complessiva il 45,9% dei manager con portafogli inferiori ai 10 milioni di euro e il 44,4% di quelli con portafogli superiori ai 20 milioni di euro. Vanta invece un aumento dei ritorni economici il 23% dei manager con masse in gestioni inferiori a 10 milioni (gap del 22,9%) e il 44% degli intervistati con portafogli superiori ai 20 milioni di euro (nessun gap rispetto ai manager con remunerazioni in calo).

Introiti da più management fee migliorano, in questi ultimi due anni, all'aumentare delle masse gestite sia per i manager sia per i promotori (tranne che per quelli con portafogli superiori ai 20 milioni) rivelando, probabilmente, un maggior divario fra le masse gestite dai vari consulenti (è verosimile infatti che il calo dei mercati da un lato e lo scudo fiscale dall'altro abbiano portato ad una maggiore disparità).

Importanti valutazioni sul l'andamento delle remunerazione dei promotori negli ultimi due anni arrivano dall'analisi dei dati raccolti sull'esperienza lavorativa.

«Se chi ha appena iniziato (negli ultimi due anni) l'attività non ha notato andamenti particolarmente significativi – aggiunge Figoli – delle proprie remunerazioni complessive, il 46,5% di chi esercita questa attività da circa un lustro (5 anni) si rallegra per un complessivo aumento dei propri introiti economici.

Discorso ben diverso da chi può vantare un'esperienza da oltre dieci anni: il 53,5% di chi è sul mercato da circa dieci anni, il 55,5% di chi lo è da 15 anni e ben il 68,2% di chi può vantare esperienze importanti (oltre vent'anni) denuncia una diminuzione dei propri compensi in questi ultimi due anni».

Analogamente alle front fee anche per le management fee si evidenzia un andamento peggiorativo delle remunerazioni al crescere dell'esperienza lavorativa.

Infine, sul fronte politiche di recruiting sembrano imporsi livelli provvigionali inferiori e minori bunus d'ingresso.

FONTE: IL SOLE 24 ORE