giovedì 10 giugno 2010

Mutui Casa: Euribor al 3% solo alla fine del 2014?


La notizia cattiva è che sono finiti i tempi delle vacche grasse per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile.

L'Euribor, infatti, è in costante rialzo da marzo e continuerà a salire anche nei prossimi anni. La notizia buona è che questo rialzo, complici le turbolenze economiche dei paesi europei, avverrà al piccolo trotto. Il mercato dei future, infatti, proietta l'Euribor intorno al 3% (la soglia media per questo indice dal 2000 ad oggi) soltanto a fine 2014.

Ai massimi da dicembre.
L'Euribor - che sintetizza il costo dei prestiti interbancari ed è il parametro più utilizzato dagli istituti di credito per agganciare l'andamento delle rate dei mutui a tasso variabile - ha inanellato oggi un nuovo rialzo ed è tornato sui massimi degli ultimi sei mesi.

L'indice trimestrale è stato fissato allo 0,715%, il livello dello scorso dicembre. Leggero ritocco all'insù anche per l'indicatore mensile che si è portato allo 0,436% rispetto allo 0,434% di ieri. Certo, l'8 ottobre 2008, data in cui l'indice a 3 mesi toccò il picco storico al 5,393%, sembra lontano anni luce.

Allo stesso tempo va ricordato che ormai da quasi tre mesi (dal 19 marzo) gli indici Euribor sono in lento, ma costante rialzo.

C'è quindi da preoccuparsi?

Le previsioni.
Guardando l'andamento dei contratti future scambiati sul mercato anglosassone Liffe (London international financial futures exchange) – i valori indicano che il cammino rialzista proseguirà ininterrotto nei prossimi anni, ma a passo da tartaruga.

Entro fine anno l'Euribor a 3 mesi dovrebbe attestarsi – al netto di stravolgimenti macroeconomici e interbancari – intorno allo 0,9% per poi raggiungere l'1% nel giugno 2011.

Un anno dopo – come rappresentato dal contratto future con scadenza 18 giugno 2012 – il tasso interbancario trimestrale dovrebbe portarsi all'1,63 per cento. La soglia del 2% dovrebbe essere scavalcata nel primo trimestre del 2013, quella del 3% soltanto a fine 2014.

Insomma, le previsioni indicano che le rate dei mutui variabili difficilmente continueranno a scendere (come hanno fatto ripetutamente dal novembre 2008 allo scorso marzo).

Anzi, saliranno. Ma senza strappi.

L'aumento delle rate.
Chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile o intende stipulare un nuovo prestito ipotecario a tasso indicizzato non può, quindi, aspettarsi uno scenario ulteriormente ribassista.

Per quantificare il futuro aumento delle rate è bene sapere che, a titolo esemplificativo, un aumento di 25 punti base del tasso di riferimento corrisponde, per un mutuo ventennale di 100mila euro, appena stipulato, a un aumento delle rate compreso tra i 15 e i 20 euro.

FONTE: IL SOLE 24 ORE