martedì 15 giugno 2010

Evasione Fiscale: attenzione ai Vigili Urbani


Non soltanto società di calcio o colossi quotati nel listino principale della Borsa di Milano. Commercianti o partite Iva.

A evadere il fisco, che sembra essere il vero sport nazionale praticato a tutti i livelli e senza distinzioni di sesso, sono le categorie più disparate.

A Bologna l'ultima retata della Guardia di Finanza ha scovato il proprietario di 43 immobili non dichiarati e affittati in nero, un'associazione sportiva dilettantistica che in realtà lavorava come agriturismo e perfino un asilo nido completamente abusivo.

A segnalare il caso del baby parking travestito da associazione senza scopo di lucro sono stati i vigili urbani il servizio Scuola del Comune di Bologna: il finto asilo forniva i servizi di un vero asilo nido, ma senza autorizzazioni e totalmente in nero. I bambini erano registrati come "soci" del circolo, in cambio di una quota mensile di 700 euro.

La retata è stata possibile grazie alla collaborazione tra le Fiamme Gialle e il Comune di Bologna. Ed è sulla collaborazione con le amministrazioni cittadine che il Fisco punta molto per la lotta all'evasione, da cui lo Stato negli ultimi due anni ha riscosso quasi 15,5 miliardi di euro e che porterà altri 1,8 miliardi nel 2011 e 6,6 miliardi sul 2012. Stime fatte ma giudicate al ribasso dal governo.

Evasione, una lotta "nei quartieri"
Si diceva della collaborazione con i Comuni. Il recente decreto legge correttivo dei conti pubblici, la cosiddetta "manovra", impone per i Comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti l'istituzione del Consiglio tributario.

Di che si tratta?
Di un organo già previsto da una legge del 1973 ma rimasto sconosciuto nella gran parte dei Comuni italiani, che esercita a livello locale un'attività di contrasto all'evasione.

Sotto il profilo operativo il decreto legge dà agli enti locali la possibilità di conoscere i dati delle dichiarazioni dei redditi e l'informazione preventiva sull'emissione di avvisi di accertamento sintetici.

In tal modo i Comuni dovrebbero poter agire di propria iniziativa per fornire dati ed elementi utili per avviare l'azione di accertamento oppure a sostegno di un'operazione del'Agenzia delle Entrate.

Ma che cosa ce ne guadagnano?
Un "premio" del 33 per cento dei tributi riscossi a titolo definitivo e delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi. Dunque: evasori fiscali, occhio ai vigili urbani!

La Toscana alza la posta
Chi si è messo subito al lavoro è stata la Regione Toscana che ha chiesti ai suoi Comuni, che più conoscono persone e territorio, di impegnarsi per la loro parte.

Con un premio superiore alle attese: la metà della tasse che aiuteranno a recuperare rimarrà nelle loro casse. La Toscana è la prima regione a farlo e i Comuni della provincia pratese potrebbero essere i primi a firmare la convenzione che la Regione ha sottoscritto a fine maggio con l'Anci Toscana, l'associazione dei Comuni.

Se il federalismo non sta ancora decollando sotto il profilo della autonomia impositiva ecco che la lotta all'evasione fiscale ha fornito un modo per far entrare soldi nelle casse comunali che piangono sempre di più dopo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa.

Cash soltanto fino a 5mila euro
Tra le altre misure messe in campo, quelle che riguardano più da vicino i cittadini e soprattutto i liberi professionisti sono due:

1) La tracciabilità elettronica delle operazioni Iva;
2) la norma che ha abbassato a 5mila euro la soglia del divieto di effettuare pagamenti in contanti (prima era di 12.500 euro), limitando in tal modo la possibilità di effettuare pagamenti "in nero" e obbligando a utilizzare assegni non trasferibili e strumenti di pagamento tracciabili.

FONTE: YAHOO FINANZA