mercoledì 2 giugno 2010

Banche: rischio svalutazione dei mutui per immobili commerciali e per il credito al consumo


La crisi dei debiti sovrani e le sue conseguenze sulla ripresa peseranno sui bilanci delle banche europee.

Nel recente Financial stability report la Bce ha stimato che nel biennio 2010-2011 ci saranno 195 miliardi di dollari di svalutazioni nette (90 quest'anno e 105 il prossimo).

La stima di quelle potenziali, con riferimento al triennio 2007-2010 e solo al settore del credito, passano dai 355 miliardi stimati a dicembre 2009 agli attuali 360.

Su 100 dollari prestati le banche oggi rischiano di perderne 3,2.

Il problema poi è che, per far fronte a queste possibili svalutazioni, gli istituti di credito non hanno accantonato abbastanza denaro. Statistiche basate su un campione di grosse banche europee dicono che, tra il 2007 e il 2009, queste hanno messo da parte 238 miliardi di euro per far fronte al deterioramento della qualità del credito.

A conti fatti, scrive la Bce, gli istituti di credito avrebbero bisogno di accantonarne altri 123 per sentirsi tranquilli.

Sulla revisione dell'Eurotower pesano i rinnovati timori sulla ripresa economica. La crisi dei debiti sovrani e gli interventi degli stati per ridurre drasticamente il loro deficit allontanano la prospettiva di un recupero.

La disoccupazione, scrive la Bce, non accenna a calare e questo avrà inevitabilmente un effetto sul potere d'acquisto dei cittadini europei. E soprattutto inciderà sulla loro capacità di onorare i debiti.

Non è un caso che tra i punti deboli individuati dall'Eurotower ci sia il credito al consumo. Le svalutazioni potenziali in questo ambito passano dai 63,8 miliardi di euro stimati a dicembre 2009 ai 70,1 dell'ultima rilevazione.

Su 100 dollari prestati per l'acquisto di un auto, di un televisore o di un frigorifero le banche europee rischiano di perderne in media 5,6 (+1,3% rispetto a dicembre 2009).

Negative anche le prospettive dei mutui per l'acquisto di immobili commerciali.

Le svalutazioni potenziali secondo la Bce passano dai 37,7 miliardi stimati a dicembre 2009 ai 55,3 dell'ultimo rapporto, pesando per circa il 5,8% sul totale delle esposizioni.

Questo fenomeno è parzialmente compensato dal miglioramento della qualità dei prestiti per l'acquisto di immobili residenziali e in generale dal credito alle imprese.

Ma il saldo tra la precedente stima di dicembre 2009 è comunque negativo per 5 miliardi.

Decisamente inferiore, invece, la stima sulle perdite di valore dei titoli finanziari nel portafoglio degli istituti di credito: grazie all'apprezzamento di molte attività e al calo degli spread sui prodotti del credito strutturato (come le obbligazioni garantite da mutui), la Bce ha tagliato a 155 miliardi (43 miliardi in meno rispetto a dicembre scorso) le svalutazioni accumulate fra il 2007 e il 2010.

Sono numeri che comunque non tengono conto delle turbolenze sui mercati finanziari di questo ultimo mese.


FONTE: IL SOLE 24 ORE