lunedì 31 maggio 2010

IPAD al debutto: Code e Applausi


Le file ci sono state, gli applausi all'apertura pure, ma ovvio che gli italiani non potevano competere con i giapponesi nel giorno del debutto dell'iPad.

Fuori da uno dei punti vendita di Tokyo dove la tavoletta Apple è stata messa in vendita ieri la fila lunga 800 metri era di 1.200 persone.

Roba da giapponesi, appunto.

In Italia, dove pure le file notturne non sono mancate, soprattutto negli Apple Store di Milano e Roma, sono andati a ruba i modelli con la connessione 3G ma non c'è stato il tutto esaurito: alle 19 di ieri nei due punti vendita era ancora disponibile il modello superequipaggiato da 64GB di memoria, quello che costa 799 euro.

Spazzati via i 16GB e 32GB da 599 e 699 euro, i più appetibili, com'era facile aspettarsi. Meno successo hanno avuto i modelli con la sola connessione Wi-Fi, tutti ancora disponibili nel pomeriggio di ieri, ma d'altronde, mancando in Italia una diffusione degli hot-spot, il risultato non sorprende.

All'uscita degli store, gli acquirenti hanno trovato i promoter di Vodafone (Londra: VOD.L - notizie) e 3, pronti a indirizzare verso il punto dei rispettivi operatori più vicino per attivare la i piani tariffari dedicati.

Per avere dati ufficiali sulle vendite bisognerà aspettare la prossima settimana.

A RomaEst ieri si erano venduti 100 pezzi in mezza giornata, a Napoli e Firenze altrettanti, 80 a Palermo, il negozio Fnac in centro a Milano ha esaurito i suoi 50 pezzi in mezz'ora. Ma come già scritto, per ora non sono i numeri che contano.

Nei nove paesi in cui l'iPad è stato lanciato in questa seconda tranche (oltre all'Italia, Australia, Canada, Giappone, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna) la scena si è ripetuta, con più o meno enfasi.

Del Giappone si è detto, l'attesa è stata pari se non superiore a quella per il lancio di un nuovo prodotto Nintendo. A Parigi, nella galleria del Louvre dove Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) ha uno store, la fila ha superato quella per vedere Monna Lisa.

Ora i possessori italiani dell'iPad stanno già registrando le proprie impressioni.

«Schermo meraviglioso e chi si stacca più da iPad :-)» si leggeva ieri in uno dei tanti post su Twitter. Ma anche: «aspetterò di comprare il prossimo modello, si poteva fare di più», alludendo alla mancanza di webcam, porta Usb e ad altre funzioni non presenti sulla tavoletta.

Ciò che importa è il movimento di persone, mezzi e denaro che Steve Jobs ha saputo innescare.

«Proprio come l'iPod ha rivoluzionato il mondo della musica nel 2001», sostiene un report Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , «crediamo che l'iPad possa ridisegnare l'industria dei media: potrebbe accelerare la penetrazione degli ebooks come l'iPhone ha fatto per gli smartphone. Gli italiani sono tradizionalmente attratti dalle tecnologie fashion designed».

Jobs non vende tecnologia ma esperienza, ha saputo creare un nuovo bisogno, prima con l'iPhone e ora con l'iPad.

In fondo cosa ha fatto?
Ha preso l'iPhone, grande successo ma un po' piccolo per farci bene tante cose, e l'ha gonfiato, fino a farne l'iPad. File fuori dai negozi, seguito della concorrenza e dei partner a parte, ha avuto anche una rivincita rispetto a Microsoft (NASDAQ: MSFT - notizie) : mercoledì scorso Apple è diventata la società tecnologica con il maggior valore di mercato nel mondo arrivando a 222,1 miliardi di dollari, più dei 219,2 miliardi del colosso guidato da Steve Ballmer.

Non si può dimenticare che quest'azienda, che oggi sta facendo da apripista, è la stessa che negli anni '90 era in crisi (in contemporanea con l'allontanamento di Jobs dopo una lotta interna alla società), e che ha sempre fatto ottimi computer ma mai divenuti di massa.

Quest'anno, secondo gli analisti di Rbc (RBCI.PK - notizie) , nei paesi extra-Usa dovrebbero essere venduti 3,5 milioni di iPad, il 43% del totale. Gli Stati Uniti saranno probabilmente il mercato maggiore con 4,7 milioni di unità. In totale si parla di 4 miliardi di dollari di ricavi.

Fonte: Italia Oggi