lunedì 24 maggio 2010

Il terzo datore di ipoteca: chi è costui?


Il terzo datore di ipoteca è colui che volontariamente concede la garanzia reale dell’ipoteca pur essendo estraneo al rapporto garantito.

Un esempio tipico è quello di una coppia che acquista una casa in comproprietà al 50%.

In questo caso, anche se il mutuo è richiesto da uno solo dei futuri proprietari, la banca chiederà al secondo proprietario il consenso a comparire nell’atto in qualità di terzo datore d’ipoteca.

Siccome il mutuo è finalizzato all’acquisto dell’intera abitazione (sulla quale si costituisce ipoteca di 1° grado per un valore anche superiore al 100%), la banca attraverso la figura del terzo datore d’ipoteca ottiene una garanzia più solida.

Se poi, la banca ritiene non sufficienti le capacità retributive del mutuatario, potrà richiedere anche una ulteriore garanzia, di natura personale, sotto forma di fideiussione da parte di un soggetto terzo (in genere i genitori).

In base all’articolo 2868 del Codice Civile il terzo datore di ipoteca non può invocare il beneficio della preventiva escussione del debitore, se il beneficio non è stato convenuto.

Nel caso in cui il mutuatario si mostri inadempiente agli obblighi contrattuali di restituzione, il terzo datore di ipoteca dovrà subentrare nei pagamenti qualora voglia sottrarsi al processo esecutivo immobiliare.

In ogni caso, il terzo datore di ipoteca ha diritto di regresso nei confronti del debitore a seguito dell’avvenuta espropriazione dell’immobile o del pagamento integrale dei creditori (articolo 2871, Codice Civile).

Infine, il terzo datore di ipoteca ha diritto di regresso contro i fideiussori del debitore e contro altri terzi datori per la loro rispettiva porzione.